Dott. Claudio Cordani

Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

La criolipolisi: ridurre facilmente il grasso in maniera dolce

La Criolipolisi è un sistema efficace e innovativo, certificato dalla FDA (organo Americano per il controllo sulla Sanità), che consente di trattare in modo sicuro e non invasivo gli accumuli adiposi localizzati in numerose aree del corpo quali addome, fianchi, coulottes de cheval, ginocchia e dorso.

Attraverso il raffreddamento, controllato mediante computer, del grasso sottocutaneo si riesce ad ottenere, in maniera completamente indolore, la riduzione degli accumuli adiposi.

La apparecchiatura impiegata, esclusivamente utilizzabile da personale Medico, differisce da quelle normalmente utilizzate presso i centri estetici per la potenza ed efficacia di azione.

Con due soli trattamenti si raggiunge mediamente una riduzione compresa tra il 20 e il 40% dello spessore del grasso sottocutaneo, con risultati stabili.

Ogni seduta dura 45 minuti per ciascuna zona da trattare. Nel corso della visita preliminare lo Specialista valuterà l’area interessata dagli inestetismi e di conseguenza la indicazione al trattamento mediante criolipolisi. Attraverso un blando meccanismo di suzione la cute viene posizionata tra due elementi raffreddanti che provovano la distruzione delle cellule grasse del sottocute.

La criolipolisi è assolutamente indolore.

La ripresa delle proprie attività è immediata, senza necessità di alcuna precauzione o limitazione delle normali abitudini di vita.

Subito dopo la seduta compare un lieve arrossamento cutaneo che svanisce dopo pochi minuti. Talvolta, seppur raramente, possono comparire delle aree limitate di ecchimosi, dovute alla azione di suzione della macchina, che scompaiono spontaneamente in pochissimi giorni.

L’azione di riduzione del tessuto adiposo e del modellamento delle forme inizia gradualmente dopo circa 20-30 giorni e prosegue per ben due mesi.

Dopo tale periodo, può essere effettuata una seconda applicazione nella medesima area.

La criolipolisi è sicuramente una valida alternativa per il trattamento degli accumuli adiposi in pazienti accuratamente selezionati che non necessitino di importanti riduzioni volumetriche o che non gradiscono sottoporsi a interventi più invasivi che limitino le normali attività.

Un laser per eliminare il sudore ascellare

L’iperidrosi, o sudorazione eccessiva, è causata dalla iperfunzione delle ghiandole preposte alla produzione di sudore. Interessa una percentuale elevata di persone, sia uomini che donne.

Generalmente ha origini costituzionali, ma soprattutto psicologiche ed emotive; la stagione climatica ha infatti scarsa influenza sul fenomeno. Ansia e nervosismo possono aggravare il disturbo.

L’iperidrosi ascellare crea spesso forte imbarazzo nelle persone che ne soffrono per la fastidiosa formazione di aloni sui tessuti sia scuri che bianchi, questi ultimi dovuti alla composizione salina del sudore.

Per risolvere tale fastidioso problema, a livello delle mani e dei piedi si impega generalmente con buona efficacia la tossina botulinica, che però ha una durata limitata di pochi mesi, mediamente sei.

A livello delle ascelle, in sostituzione alla tossina botulinica, può essere impiegato l’innovativo trattamento con il laser.

In anestesia locale, attraverso una piccolissima incisione che non necessita nemmeno di punti di chiusura, si introduce a livello ascellare la fibra laser del diametro di 0,6 mm. che provoca lo scioglimento del tessuto sottocutaneo all’interno del quale sono contenute la ghiandole sudoripare, provocandone la loro distruzione in maniera definitiva e permanente.

Il risultato è immediato, modulabile individualmente su ciascun paziente e durevole nel tempo.

L’intervento ambulatoriale consente la ripresa del lavoro (purchè non eccessivamente gravoso) già dai primissimi giorni successivi in quanto il gonfiore e il fastidio post trattamento sono modesti.

Infine, un ulteriore vantaggio particolarmente gradito alle pazienti di sesso femminile è la possibile scomparsa completa o il diradamento dei peli ascellari, per la contemporanea distruzione dei bulbi piliferi insieme alle ghiandole sudoripare.

Per chi desidera quindi risolvere in maniera efficace e durevole il problema dell’iperidrosi ascellare, il trattamento con endolaser a diodo rappresenta la soluzione vincente.

Punturine per tutti: attenzione alle fiale

Troppo frequentemente si apprende dalla stampa di trattamenti iniettivi a fini estetici eseguiti con prodotti non sicuri per la propria salute.

Tutti i trattamenti debbono essere eseguiti esclusivamente da personale medico qualificato, meglio se in possesso della specializzazione in Chirurgia Plastica ed Estetica, che possa garantire la sicurezza del prodotto impiegato e la correttezza delle indicazioni.

Ci riferiamo ai filler riempitivi, ai biorivitalizzanti e alla tossina botulinica, tutti prodotti che devono rispondere ad apposite normative ed essere registrati presso il Ministero della Salute. E’ sufficiente inserire sul sito il nome commerciale del prodotto e verificarne la registrazione nell’Elenco dei dispositivi medici impiantabili attivi.

Un serio professionista dovrà assicurare a tutti i pazienti, oltre all’impiego di prodotti certificati, non provenienti per esempio da mercati potenzialmente “a rischio” come quello cinese, anche che i trattamenti vengano eseguiti in ambienti autorizzati e con scrupolosa igiene.

Le fiale o le siringhe risultano sempre confezionate singolarmente; devono essere sigillate ed essere aperte davanti al paziente.

A completa tutela del paziente il medico deve sempre consegnare l’etichetta identificativa che riporta chiaramente il nome del prodotto, la data di scadenza e il numero del lotto, generalmente posta sulla confezione esterna o incollata direttamente sulla siringa.

Tutti i prodotti di qualità certificata hanno un costo; per tale motivo è consigliabile diffidare di trattamenti troppo economici.

In questi casi é buona norma accertarsi preventivamente da chi venga effettuato il trattamento (si ricorda che i laureati in Odontoiatria e non in Medicina e Chirurgia ad oggi sono autorizzati a praticare terapie di medicina estetica esclusivamente a livello periorale) e del nome del prodotto che verrà iniettato.

Ora la bellezza è più vicina a te

Dal 15 di aprile il dott. Claudio Cordani è presente anche su Guida Estetica, il portale leader in Italia per la Chirurgia Estetica e la Medicina Estetica.

Attraverso il portale è possibile richiedere consigli, consulenze e preventivi dei vari trattamenti estetici, usufruendo inoltre delle specifiche promozioni e sconti riservati esclusivamente agli utenti.

La navigazione risulta semplice, immediata e di facile fruizione, con accesso diretto ai servizi senza necessità di alcuna registrazione.

 

http://www.guidaestetica.it/estetica-dott-claudio-cordani-vestetica-129986.html

Il ringiovanimento del volto: incontri informativi

   In collaborazione con il Centro Diagnostico San Nicola nell’ambito della iniziativa “Giornate in Rosa” nel mese di aprile e maggio verranno effettuati presso le sedi di Castellanza, Tradate e Varese degli incontri informativi di Medicina e Chirurgia Estetica aventi come tema il ringiovanimento del volto.

   Tale iniziativa ha lo scopo di fornire una sintetica panoramica delle varie metodiche e opportunità che la Medicina e Chirurgia Estetica offrono nel produrre un miglioramento dell’aspetto del viso, rispondendo alle richieste specifiche delle pazienti attraverso colloqui individuali.

   Gli incontri saranno effettuati nella giornata di venerdì 19 aprile nelle sedi di Castellanza e Tradate e in data 3 maggio presso la sede di Varese, con disponibilità limitata di accessi, previa prenotazione presso la segreteria dei rispettivi centri.

In crescita la domanda di bellezza

Secondo un rapporto redatto dalla IMCAS (International Master Course on Aging Skin) il mercato globale per le procedure estetico-cosmetiche è cresciuto di oltre il 10%  nel corso dello scorso anno ed è destinato a crescere a un ritmo simile nel 2013.

Le procedure chirurgiche come la liposuzione e l’aumento del seno, e i trattamenti estetici non invasivi come il laser e le iniezioni antirughe hanno generato nel 2012 un volume di affari stimato di 4,4 miliardi di euro.

Per il 2013 la maggiore crescita è attesa in Asia con un aumento di richieste per procedure come la chirurgia delle palpebre e del naso.

A livello europeo è prevista una crescita globale del 6,6%, nonostante la contrazione delle spese  discrezionali a causa della austerità cha ha colpito i consumatori.

Permane ugualmente una forte domanda di trattamenti anti-età nei pazienti ultraquarantenni.

La Rizoartrosi

La rizoartrosi è una patologia degenerativa di natura artrosica che coinvolge selettivamente la base del pollice a livello della articolazione trapezio-metacarpica.

Colpisce prevalentemente i pazienti di sesso femminile con maggiore incidenza intorno alla quinta-sesta decade di vita. La causa è principalmente dovuta a fattori genetici; le attività usuranti per le superfici articolari a livello della mano e la malattie autoimmunitarie rappresentano un fattore aggravante di rischio.

La rizoartosi si manifesta con un dolore, che il paziente riferisce precisamente localizzato alla base del pollice, scatenato dai movimenti, e che porta progressivamente alla perdita della capacità di compiere gesti comuni nelle attività quotidiane come aprire una bottiglia, girare una chiave o strizzare uno straccio. Nel tempo all’aumentare del dolore e del deficit funzionale si somma la deformazione digitale, che si manifesta in corrispondenza del lato dorsale della base del pollice.

La diagnosi è fondalmentalmente clinica, cui segue una indagine radiografica per confermare il grado di degenerazione ossea.

La terapia della rizoatrosi nelle prime fasi è di tipo conservativo, per mantenere sotto controllo il dolore. L’impiego di speciali tutori digitali, unitamente alla terapia antiinfiammatoria e fisica (TECAR, Ultrasuoni, Ionoforesi) permette di attenuare la sintomatologia dolorosa, senza però arrestare il decorso della malattia.

Nelle fasi più avanzate, quando il dolore e la difficoltà a svolgere molte delle comuni attività manuali diventano limitanti, si rende necessario l’intevento chirurgico.

In base alla mia esperienza, non è tanto il grado di compromissione ossea evidenziata dalla radiografia a consigliare l’intervento chirurgico, quanto il dolore e il deficit manuale riferito dalla paziente.

L’intervento chirurgico che per esperienza considero il più efficace e che pratico abitualmente è la artroplastica. Ha come obiettivo quello di eliminare il dolore e di conservare la completa funzionalità del pollice. Consiste nella rimozione del trapezio artrosico e nella conservazione della ampiezza articolare mediante l’utilizzo di proprio materiale biologico, senza quindi fare uso di protesi.

Il gesto chirurgico è risolutivo e stabile nel tempo. Viene eseguito in anestesia loco-regionale in day-surgery.

Dopo un periodo di immobilizzazione del pollice di quattro settimane, per consentire la guarigione dei tessuti, viene incoraggiata la ripresa graduale di tutte le attività, insieme a una rieducazione fisioterapica in grado di accelerare la completa ripresa funzionale.

Nuova tecnica per i capillari delle gambe

L’innovazione tecnologica ha da poche settimane reso disponibile un nuovissimo laser per l’eliminazione dei capillari delle gambe e delle macchie vascolari degli arti inferiori.

La nuova lunghezza d’onda e la incrementata potenza emessa dall’apparecchiatura laser consentono finalmente di poter rimuovere con successo i vasi di calibro superiore con il caratteristico antiestetico aspetto ramificato e anche le macchie di origine vascolare di colore rosso-bluastro che le precedenti apparecchiature laser non consentivano di trattare.

La scomparsa dei capillari è immediata e visibile direttamente anche per il paziente durante il trattamento. Segue la comparsa transitoria di un arrossamento in corrispondenza delle aree trattate e talvolta una desquamazione cutanea superficiale che in pochi giorni scompare senza lasciare segni. 

In questa fase si consiglia di non esporre le zone trattate al sole ed è per tale motivo che la primavera è il periodo ideale per sottoporsi per tempo a questo trattamento in previsione dell’estate.

Il segreto è nella naturalezza

La chirurgia e la medicina estetica nell’immaginario comune rappresentano talvolta un metodo o un sistema per sfuggire all’inesorabile progredire degli anni e al conseguente invecchiamento.
L’incessante e a volte inarrestabile ricerca della giovinezza perenne rischia di produrre quegli artefatti che spesso ci capita di osservare in alcuni noti personaggi o anche nelle persone comuni che non riescono ad accettare il graduale invecchiamento e si ostinano pervicacemente a rincorrere qualcosa che non tornerà più.
Per questo bisogna pensare che la chirurgia e medicina estetica sappiano produrre solo inquietanti maschere un po’ tutte uguali (e che non trovano quasi corrispondenza in natura), dove l’opera del Medico sia tragicamente osservabile?
Assolutamente non è così.
Molti di questi infelici risultati spesso causano nelle persone comuni, desiderose di ottenere solo un ragionevole miglioramento del proprio aspetto, insicurezza rispetto al risultato ottenibile e provocando il timore di trasformarsi in ridicole parodie di se stessi.
Io so, per esperienza, che il modo migliore per rendere un buon servizio ai pazienti è quello di consigliarli e guidarli lungo un percorso corretto, dove lo scopo sia quello di migliorare armoniosamente i difetti e i segni del tempo, senza cedere all’esagerazione nel soddisfare le loro aspettative.
Quindi si a un aumento di volume del seno, ma che risulti naturale conservando la fisiologica forma e la caratteristica morbidezza.
Per il volto, trattamenti mirati alle labbra e agli zigomi in grado di restituire volume e pienezza, senza però alterare in maniera grottesca l’aspetto personale. Botulino e riempitivi delle rughe utilizzati solo dove necessario e con sapienza, senza produrre i tipici volti senza espressione, conseguenza di un utilizzo eccessivo. Privilegiare, quando possibile, solo i trattamenti poco invasivi come il laser resurfacing per levigare la pelle o la nuovissima ridensificazione cutanea, in grado di restituire luminosità e pienezza alla cute del volto, del collo e del décolleté. Non dimenticando anche le mani, che sempre rischiano di svelare la età. Quindi cancellazione delle macchie con laser Q-switched e ristrutturazione con lipofilling e ridensificazione cutanea.
E in caso di ricorso alla chirurgia, naso e palpebre dovranno avere un aspetto “naturale” senza produrre artefatti posticci che rivelino il passaggio del Chirurgo. Per la risospensione dei tessuti e la ridefinizione dei profili del viso o del collo, mini-lifting o soft-lift con fili di sospensione, in grado di assicurare una rapida ripresa delle attività.
In conclusione, la filosofia corretta e vincente prevede interventi mirati, poco invasivi e in grado di produrre risultati perfettamente naturali.

Conosciamo e combattiamo i tumori cutanei

La maggior parte delle neoformazioni cutanee che insorgono durante la vita sono fortunatamente lesioni benigne.
Nella pratica clinica quotidiana mi imbatto però con sempre maggior frequenza in lesioni precancerose o francamente maligne. Ciò è sicuramente dovuto alla maggiore attenzione dei pazienti a sottoporsi a controlli specialistici e al reale incremento di queste patologie, causato sia dal prolungamento della vita media, sia dall’effetto nocivo a lungo termine dei raggi solari, responsabili (o meglio co-responsabili) dell’insorgenza dei tumori cutanei.
E’ per questo motivo che ben l’85% dei tumori cutanei compaiono a livello cute del volto, ponendo particolari problemi ricostruttivi per le neoformazioni insorte su aree specifiche come palpebre, sopracciglia, orecchie, naso e labbra.
In queste sedi, la asportazione di apparentemente piccole lesioni, anche di pochi millimetri, può causare inaccettabili difetti funzionali, morfologici ed estetici. L’opera del chirurgo plastico, soprattutto a livello del viso, ha come scopo quello di ottenere una guarigione con il minor deficit estetico possibile.
Non tutte le lesioni cutanee devono comunque essere asportate. Deve essere posta la indicazione chirurgica solo per le lesioni maligne e per quelle neoformazioni sospette o a rischio. Le lesioni pigmentate (nei) non devono essere sempre asportate, ma solo in seguito una accurata visita specialistica.
Le lesioni maligne più frequenti sono l’epitelioma basocellulare, il carcinoma a cellule squamose (spinalioma), il melanoma e i meno comuni tumori degli annessi cutanei.
L’epitelioma basocellulare è il tumore cutaneo più frequente (circa il 50% di tutti i tumori cutanei). Compare prevalentemente dopo i 55 anni, dove si manifesta nel quasi nel 60% dei maschi. E’ oramai considerato una tumore a malignità locale, dato che le metastasi sono eccezionali.
L’epitelioma spinocellulare rappresenta il 25-30% di tutti i tumori cutanei. Colpisce prevalentemente i pazienti di sesso maschile con un picco di comparsa tra i 50 e i 70 anni. Possiede una elevata tendenza alla crescita con un rapido sviluppo in profondità, con propensione alla diffusione principalmente per via linfatica.
Il melanoma cutaneo è la neoplasia cutanea maligna più sfavorevole, con un elevato aumento di casi negli ultimi decenni. In Italia, in entrambi i sessi, si registra una tendenza all’aumento nelle persone più giovani, tra i 35 e 44 anni. Se aggredito tempestivamente e inserito in un preciso programma terapeutico, il melanoma cutaneo viene sconfitto.
Per tutte queste lesioni tumorali il protocollo clinico è rappresentato dalla asportazione chirurgica e dal contestuale gesto plastico ricostruttivo, avente lo scopo di minimizzare gli esiti cicatriziali. Tutte le lesioni così asportate devono essere sempre analizzate istologicamente.
Anche se sono interessate ampie aree, a livello del volto la quasi totalità degli interventi vengono generalmente eseguiti in anestesia locale senza necessità di ospedalizzazione, con maggiore comfort da parte del paziente.
La meticolosa opera di prevenzione, la tempestiva asportazione chirurgica e la accurata opera del chirurgo plastico consentono di sconfiggere la malattia con minimi esiti cicatriziali.