Dott. Claudio Cordani

Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

App e salute

In maniera sempre più diffusa stanno avendo successo le applicazioni per smartphone che promettono di fornire rapidamente, a poco prezzo, o addirittura gratuitamente, una valutazione attendibile riguardo il rischio che una lesione cutanea sia riconducibile o meno a un melanoma maligno.

La rivista Jama Dermatology ha verificato l’attendibilità dei loro risultati. Lo studio ha rivelato che   3 delle 4 applicazioni esaminate sbagliano nel classificare le neoformazioni cutanee in almeno il 30% dei casi.

Un gruppo di studio dell’Università di Pittsburgh, ha misurato la sensibilità, la specificità e il valore predittivo positivo e negativo delle quattro più diffuse “app” per smartphone, impiegando quasi 200 immagini di neoformazioni cutanee, sia benigne che maligne.

Il valore di corrispondenza migliore è stato ottenuto dalla applicazione che invia per valutazione l’immagine scattata dallo smartphone a uno specialista dermatologo. Il valore peggiore è stato ottenuto dalle applicazioni che usano algoritmi automatizzati per l’analisi delle immagini.

Esaminando i risultati ottenuti, si tratta complessivamente di un livello di imprecisione estremamente elevato. Nonostante gli avvisi contenuti nelle “app”, molti utilizzatori possono quindi essere indotti a fare a meno del parere medico e, alla luce dei risultati emersi dallo studio,  esporsi al rischio di una diagnosi errata con gravi conseguenze per la propria salute.

La ridensificazione cutanea: trattamento innovativo per ridonare luminosità alla pelle

La ricerca e l’innovazione scientifica hanno creato un nuovo ed efficace prodotto in grado di contrastare i segni dell’invecchiamento cutaneo e ridonare alla pelle nuova giovinezza.

Il trascorrere del tempo, l’azione dei raggi solari, le incorrette abitudini di vita sono tutti fenomeni che accelerano lo stress ossidativo cellulare e che concorrono al peggioramento dell’aspetto della pelle del volto, del collo e del décolleté.

Ciò si traduce nella comparsa del rilassamento cutaneo, nella perdita dei volumi del viso, nell’assottigliamento della cute e nella perdita di idratazione cutanea.

Più la cute è matura, più risultano visibili i solchi e le rughe cutanee con la alterazione della sua struttura originaria. L’effetto finale di questa modificazione di aspetto è quello di ridurre la capacità della pelle di riflettere la luce. Il viso appare così meno luminoso e più stanco, sulla cute del collo compaiono le rughe orizzontali e a livello del décolleté la pelle assume il caratteristico  aspetto grinzoso.

I trattamenti di medicina estetica sino a ora disponibili (filler di acido jaluronico, botox, laser resurfacing, PRP), pur efficacissimi se correttamente impiegati per le loro indicazioni, non sono in grado di agire profondamente a livello della ristimolazione cutanea e dermica.

L’impiego di un nuovo prodotto, composto da un mix di acido jaluronico e sostanze dermo ristrutturanti in grado di indurre la rigenerazione cellulare, di stimolare la protezione antiossidante e di promuovere la reidratazione cutanea, ha come effetto quello di rendere più levigata la cute, più omogeneo l’incarnato e di eliminare le zone d’ombra del volto, di attenuare le rughe orizzontali del collo e di migliorare l’area del décolleté con un vera e propria azione di ridensificazione della pelle.

Il trattamento innovativo (light filling™) consiste in microiniezioni superficiali a livello delle aree selezionate. Il risultato è immediatamente visibile sia per quanto riguarda l’aspetto della pelle e per la restituita luminosità del viso, sia per la attenuazione delle rughe cutanee, in particolar modo a livello del collo e del décolleté, aree queste sino ad ora di difficile soluzione.

Il trattamento è sicuro, visibilmente efficace, rapido, semplice, ottimamente tollerato che permette la immediata ripresa delle proprie attività e si aggiunge validamente alle altre metodiche attualmente in uso, apportando un reale concetto innovativo nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo. 

Analisi delle nuove tendenze per la chirurgia estetica dei genitali femminili

Una ricerca condotta  dalla Elizabeth Garrett Anderson Institute of Women’s Health, University College Hospital  di Londra, evidenzia come sia in forte aumento la richiesta di interventi chirurgici per il ringiovanimento dei genitali femminili. ( http://bmjopen.bmj.com/content/2/6/e001908.full )

Lo studio segnala come, a fronte di una non univoca definizione delle medesime procedure chirurgiche (si spazia da “vagina designer” e ringiovanimento vaginale a labioplastica), alle stesse non sia stata attribuita una precisa indicazione medica, nè sia stata documentata la sicura efficacia (fonte: American College dei Ginecologi e Osterici).

L’aumentato interesse da parte delle pazienti per tali interventi chirurgici impone una attenta e corretta valutazione di merito, in quanto incoraggiare tali stereotipi culturali è improbabile che possa essere utile tanto per le donne quanto per gli uomini.

A tale riguardo, nel solo Regno Unito negli ultimi 6 anni sono state eseguite solo all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, 343 labioplastiche su ragazze a partire dall’età di 14 anni.

La sindrome del tunnel carpale

La sindrome del tunnel carpale rappresenta una delle cause più frequenti di comparsa di dolore alle mani.

E’ causata dalla compressione meccanica del nervo mediano a livello del suo passaggio al polso.

Può comparire in qualsiasi periodo dell’età adulta, ma ne sono affetti prevelentemente individui di sesso femminile con una maggiore frequenza a partire dalla quarta decade di vita.

L’origine può essere locale (tenosinoviti, lipomi, cisti, calli ossei), sistemica (tendenza alla formazione edemi, come durante la menopausa, la gravidanza o l’ipotiroidismo), o idiopatica. Il diabete, in quanto favorente la neuropatia, risulta una aggravante del quadro sintomatologico. Generalmente risultano colpite entrambe le mani, con prevalenza della mano dominante.

La sindrome del tunnel carpale si manifesta con una serie di chiari sintomi che vengono precisamente riferiti dai pazienti: parestesie (sensazione di corrente) a livello delle dita, dolore alla mano, perdita di forza, affaticamento precoce della mano, diminizione o scomparsa della sensibilità alle dita, caduta di oggetti dalle mani, frequenti risvegli notturni causati dal dolore, talvolta irradiato sino alla spalla.

La visita specialistica accurata consente di porre la diagnosi precisa e di valutare la presenza di eventuali patologie concomitanti. L’esecuzione di un esame specifico (elettromiografia) permette di confermare con certezza il sospetto diagnostico.

La terapia, nella fase iniziale e nelle forme molto lievi, è medica mediante l’utilizzo di farmaci antinfiammatori e neurotrofici, associati al riposo e alla immobilizzazione temporanea del polso.

In fase conclamata o avanzata la terapia è necessariamente chirurgica. L’intervento viene effettuato in anestesia locale ed è completato in una decina di minuti con estremo comfort da parte del paziente.

La decompressione del nervo mediano viene raggiunta attraverso una mini incisione cutanea di 2 centimetri al polso, in corrispondenza della piega palmare. Il paziente può raggiungere il proprio domicilio in tranquillità al termine dell’intervento.

La mobilizzazione della mano è incoraggiata da giorno stesso dell’intervento; un leggero bendaggio della mano è mantenuto per una settimana; i punti di sutura vengono rimossi con il lavaggio della mano dopo una decina di giorni.

L’intervento è risolutivo: la sintomatologia dolorosa che affligge la mano e l’intero arto superiore scompare generalmente già dal giorno stesso dell’operazione, la ripresa della forza e della sensibilità avviene gradualmente nelle settimane successive ed è strettamente dipendente dal grado di compromissione nervosa instauratasi in seguito alla lunga compressione.

Nelle gravi forme trascurate, presenti da lungo tempo, dove sia già presente un importante deficit di forza associata a paralisi muscolare, può rendersi necessario un gesto chirurgico aggiuntivo in grado di ripristinare il movimento di opposizione del pollice mediante la trasposizione di un tendine della mano.

Più giovani con il soft lifting senza cicatrici

Quante volte ci siamo soffermati di fronte allo specchio, sollevando le guance con un dito o stirando la cute del collo  per osservare come cambiava il nostro aspetto?

Sino a non molto tempo fa, spesso dopo frustranti, costosi e inefficaci tentativi con diversi prodotti cosmetici, per ottenere un simile risultato, era necessario sottoporsi a un lungo, invasivo, complesso e oneroso intervento chirurgico.

Ora, invece, questo risultato può essere efficacemente ottenuto con la semplice introduzione a livello del tessuto sottocutaneo profondo di alcuni fili di sospensione.

Questi fili, estremamente sottili e della stessa consistenza del tessuto umano, vengono introdotti, secondo necessità, dalla regione temporale, dalla fronte o attraverso la cute dietro le orecchie per fissarsi profondamente in corrispondenza del tessuto sottocutaneo delle guance, del sopracciglio o del collo. La loro trazione verso l’alto e il successivo aggancio stabile alle strutture profonde in  corrispondenza delle zone di inserimento, consente quindi di ottenere il sollevamento stabile e duraturo dei tessuti rilassati e appesantiti dal tempo.

Si potrà così immediatamente ottenere la scomparsa del doppio mento, la definizione del profilo mandibolare, il sollevamento e la distensione della pelle delle guance e il sollevamento del sopracciglio.

Il trattamento viene eseguito ambulatorialmente, in breve tempo e in maniera indolore,  non necessita di medicazione e permette una pressoché immediata ripresa delle proprie attività sociali.

I fili impiantati sono perfettamente biocompatibili e assolutamente non avvertibili sia visivamente che al tatto; in breve vengono “integrati” dai tessuti comportandosi come veri e propri legamenti di sospensione naturali che consentono il mantenimento dell’effetto nel tempo.

La mini invasività della metodica e il rispetto dei tessuti permettono di ottener risultati estremamente naturali e duraturi evitando anche quegli effetti del tutto innaturali che molto spesso ci capita di vedere e che rendono evidente il “passaggio” del chirurgo.

 

 

 

 

   

Le nostre mani: specchio dell’età

Le mani, insieme al volto, sono tra le parti del corpo a mostrare precocemente i segni del trascorrere del tempo.

Ciò avviene perchè queste sono le aree più esposte all’azione del sole e degli agenti atmosferici, fattori che concorrono alla perdita di elasticità della cute con formazione di rughe e di di macchie scure; causano l’assottigliamento della pelle facendo affiorare e mettendo in risalto i vasi sanguigni. L’aspetto delle mani quindi nel tempo si modifica. Appaiono come “svuotate” e le strutture ossee sono messe ancor più in evidenza, poichè la cute si avvalla creando inestetiche depressioni.

Per contrastare l’effetto del tempo sulle nostre mani, oltre una buona cosmesi quotidiana, è fondamentale agire preventivamente e correggere quegli inestetismi che sono espressione dello scorrere del tempo.

La biostimolazione e rivitalizzazione della pelle del dorso delle mani viene ottenuta con iniezioni di acido jaluronico (Macrolane) e con infiltrazioni di gel piastrinico arricchito (PRP), in grado di indurre la reidratazione a livello del derma profondo e promuovere il ringiovanimento cutaneo.

In caso di marcato assottigliamento cutaneo, il lipofilling consente di ottenere il miglioramento della qualità e dell’aspetto della cute del dorso delle mani. Tale obiettivo si raggiunge efficacemente inserendo a livello sottocutaneo il proprio tessuto adiposo, prelevato da altre sedi corporee. L’azione del grasso, oltre a ridonare un effetto di riempimento, svolge anche una vera e propria azione di ringiovanimento della cute, con un evidente cambio di aspetto.

Infine, si può ottenere la eliminazione selettiva delle inestetiche macchie cutanee con il laser Q-switched o con il laser frazionale CO2, la cui efficacia è in grado anche di levigare e uniformare l’aspetto dell’intero dorso delle mani.

Si tratta sempre di trattamenti ambulatoriali, poco fastidiosi e che in breve tempo permettono di  ottenere buoni e duraturi risultati.

La nuova crema anestetica che eliminerà il dolore

La FDA (ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha definitivamente approvato una nuova formulazione di un anestetico locale in forma di crema.

La crema anestetica locale, a base di lidocaina e tetracaina, utilizza una innovativa e unica tecnologia in grado di produrre spontaneamente, quando esposta all’aria, un cambio di fase in grado di produrre una polimerizzione e auto-generare un film isolante elastico sulla pelle con l’effetto di innescare le proprietà anestetiche della crema. Il prodotto deve essere applicato sulla cute da 30 a 60 minuti prima del trattamento. Una volta raggiunto l’effetto anestetico, la crema viene rimossa semplicemente come una comune maschera per il viso.

Con questo rivoluzionario ed efficace meccanismo di attivazione, viene semplificato e amplificato l’utilizzo delle creme anestetiche per uso topico.

L’anestetico locale in crema è indicato per l’uso su pelle intatta per provocare analgesia per le procedure estetiche superficiali come i filler dermici, i trattamenti laser estesi come lo skin resurfacing e la rimozione dei tatuaggi e degli angiomi o per la piccola chirurgia di superficie.

La nuova crema anestetica viene commercializzata in Europa con il nome di Pliaglis®.

Eliminare definitivamente il grasso con la Lipo-Laser

La lipolaser, conosciuta anche come laserlipolisi™, è la metodica più innovativa per la eliminazione definitiva degli accumuli adiposi localizzati.

A differenza della liposcultura classica, che risulta ancora sicuramente efficace per il trattamento globale di estese aree corporee, la lipolaser permette di trattare ambulatorialmente, in maniera non invasiva, i depositi adiposi localizzati a livello della pancia, fianchi, glutei, gambe, ginocchia e anche a livello del mento e delle braccia.

 Attraverso una incisione millimetrica, viene introdotta nel cuscinetto di grasso la sonda laser che, con l’emissione di calore (circa 38° C) scioglie direttamente il tessuto adiposo, ottenendo la diminuzione dei volumi, la riduzione della cellulite e il miglioramento del profilo corporeo.

Inoltre, il calore prodotto dal laser permette di “stirare” la pelle, ottenendo un vero e proprio effetto lifting.

 I risultati sono pressochè immediati e si stabilizzano dopo poche settimane, quando si rende massimamente evidente la retrazione della cute, che assume un aspetto più liscio e tonico, anche in quei pazienti con pelle anaelastica e rilassata.

La mini invasività e la assenza di dolore e gonfiore locale, permettono di riprendere le normali attività lavorative sin dal giorno successivo al trattamento.

 I molteplici vantaggi, i risultati ottenibili e la sicurezza della metodica fanno si che la lipolaser rappresenti oggi la metodica di scelta per il trattamento efficace delle adiposità localizzate.

La correzione del mento piccolo

 Nel corso dell’anno 2011 la procedura cosmetica che negli Usa ha evidenziato il maggior incremento percentuale di casi trattati è stata la profiloplastica del mento.

Questa marcata crescita, che ha interessato individui sia di sesso maschile che femminile in una età compresa tra i 20 e i 60 anni con un picco significativo intorno ai 40 anni, viene messa in relazione con il presupposto che, come risulta da numerosi studi psicologici, un mento più pronunciato e ben definito viene relazionato con una marcata leadership, ispirando inoltre sentimenti di fiducia e onestà.

 La presenza di un mento iposviluppato e poco pronunciato contribuisce a rendere più sbilanciato e meno armonico l’aspetto globale del viso.

Inoltre, superati i 40 anni, l’invecchiamento a livello del volto tende purtroppo ad apparire precocemente a livello del mento e della mandibola per ovvie ragioni di natura gravitazionale.

 Il perfezionamento della proiezione del mento può essere ottenuto sia inserendo una specifica protesi sulla parte anteriore del mento o, più semplicemente, mediante  la iniezione di grasso proprio (lipofilling) o di acido  jaluronico. Talvolta è consigliabile abbinare una micro-liposuzione per eliminare il doppio mento, definendo contemporaneamente il collo e linea della mandibola.

 Queste procedure consentono di ottenere un preciso miglioramento e una definizione del 1/3 inferiore del volto soddisfacendo così tutti quelle persone che non sono alla ricerca di grandi cambiamenti, ma desiderano semplicemente migliorare il proprio aspetto.

 

 

La mano dolorosa

La mano, formidabile strumento di lavoro e comunicazione, risulta frequentemente interessata da fenomeni dolorosi in grado di condizionare notevolmente le normali attività di relazione.

Diverse e numerose sono le cause che possono intervenire nella genesi dolorosa. Tra le più frequenti ricordiamo le manifestazioni dolorose artosiche localizzate (noduli artrosici delle dita, rizoartosi o artrosi della base del pollice), le lesioni legate all’artrite reumatoide, le sindromi da compressione nervosa (Sindrome del tunnel carpale, del canale di Guyon, del tunnel ulnare al gomito, del tunnel radiale), le infiammazioni tendinee (dita a scatto, Malattia di de Quervain), la pseudoartrosi dello scafoide, l’epicondilite, la sindrome spalla-mano e le cervico-brachialgie.

Il compito del chirurgo della mano è quello di procedere a un accurato esame clinico dell’intero arto superiore, rilevando i segni e sintomi presenti unitamente alla storia clinica riferita dal paziente, in modo da giungere a una precisa e completa diagnosi, anche in presenza di patologie frequentemente concomitanti con sintomi spesso sovrapposti, che possono sfuggire ad un controllo non specialistico.

Quando necessari, esami mirati come l’elettromiografia, l’ecografia, una radiografia o una R.M.N. consentono generalmente di confermare il sospetto diagnostico e quindi intraprendere il corretto percorso terapeutico.

La terapia, nelle fasi iniziali, è generalmente di natura farmacologica e riabilitativa cui va associata, quando indicato, l’utilizzo di particolari tutori studiati per “proteggere” la porzione della mano interessata con lo scopo di diminuire o eliminare il dolore. Nelle fasi più avanzate o in caso di insuccesso delle precedenti terapie, si renderà indicato lo specifico intervento chirurgico che, per le patologie indicate è generalmente risolutivo.